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Catanzaro sa svelare bellezze nascoste a chi voglia scoprirle. Chiese, palazzi, musei e molto verde.

Ben diciassette sono le chiese censite nel centro storico. È comprensibile allora che l'architettura civile passi un po' in secondo piano. Oltre ai numerosi palazzi nobiliari (dei secc. XVI e XVIII) merita di essere vista la fontana monumentale Il Cavatore, opera bronzea di Giuseppe Rito ed esempio interessante di scultura novecentesca che ci ricorda, tra l'altro, che Catanzaro ha dato i natali a uno dei protagonisti dell'arte italiana del sec. XX, Mimmo Rotella.

Il territorio della città è costellato da numerose aree verdi: ville, parchi, giardini. Recentemente coinvolto in un poderoso progetto di ristrutturazione, è da non perdere l'ampio giardino pubblico noto come Villa Margherita, che copre un'area di oltre 10.000 metri quadrati.

Peperoncini ripieni, pasta ca ‘nduja, caciocavallo, soppressata e capocollo sono probabilmente i piatti più conosciuti e apprezzati della cucina calabrese, ma la tradizione enogastronomica regionale ha tante sfaccettature quante sono le ricette e le tipicità delle varie zone costiere e montane. La cucina catanzarese, ad esempio, si caratterizza per la genuinità degli ingredienti, per la prevalenza dei sapori rustici e per i continui richiami alle antiche pietanze contadine.
Il re delle tavole catanzaresi è però u morzeddhu (il morzello). Una zuppa di carne a base di interiora di vitello, peperoncino, erbe aromatiche e vino rosso, da gustare insieme alla pitta, tipico pane casereccio dalla forma circolare.

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