Le tradizioni popolarisono molto sentite soprattutto in ambito rurale e in particolar modo nei paesi mediterranei, dove anche le città più grandi rispettano le loro festività tradizionali. Le tradizioni popolari delle regioni italiane non si contano e alcune hanno origini molto antiche, spesso legate a ricorrenze pagane.

I diversi popoli che hanno abitato la Sicilia hanno lasciato qualcosa in eredità che si riflette nel lessico, nelle cucina (il cous cous trapanese ne un chiaro esempio) nell’artigianato ed ovviamente nelle feste e tradizioni popolari.

Confesso che ho scoperto da poco la tradizione dei Giganti, figure di cartapesta portate in processione in occasione di particolari festività e che presentano molte similitudini con i Gegants della Catalogna.

Questa tradizione che evidentemente risale al periodo catalano sembra che ebbe inizio a Messina per poi diffondersi in diverse località siciliane e anche in Calabria, dove ancora oggi si celebra in diversi luoghi:Tropea, Ricadi, Spilinga, Dasà, Zambrone, Brognaturo, Cittanova, Seminara.

La processione più famosa delle fantocci di di cartapesta è quella di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove l’istituzione della tradizione dei Giganti è legata alla ricorrenza della presenza nella località del Conte Ruggero il Normanno. La conquista della Sicilia da parte dei Normanni partì proprio da Palmi.

Si può assistere alla sfilata dei Giganti più di una volta all’anno in occasione di festività religiose: in occasione della Festa di San Rocco (13-16 agosto), per la Festa di Maria Santissima Immacolata (8 dicembre), la Festa del Santissimo Crocifisso (3 maggio)…Negli ultimi anni i giganti hanno “partecipato” anche a eventi non legati alla religione, come le notti bianche.

Per conoscere questa suggestiva tradizione calabrese potrete alloggiare nei vicini agriturismi e strutture ricettive:

Lunajanka

Palmi

Intera struttura o camera, posti letto (6 – 10)

Il B B Lunajanka è una Guest House immersa nel verde e nella quiete a breve distanza dal centro di Palmi e dal mare con una meravigliosa vista panoramica sullo Stretto e sulle Isole Eolie. Dispone di …

Palazzo Krataiis

Scilla

Camera, posti letto (2 – 20)

“Palazzo Krataiis” sorge in uno dei più suggestivi angoli di Scilla, deliziosa cittadina situata all’imbocco settentrionale dello “Stretto di Messina”, nel cuore della “Costa Viola”.L’edificio nasce…

A.G.E.C.

Bagnara Calabra

Camera, posti letto (1 – 12)

Immerso nella macchia mediterranea, circondato da ridenti uliveti, la sua posizione vicina al mare ed alla montagna, la presenza della piscina, la possibilità di praticare svariate attività sportive…

Alle Ginestre

Villa San Giovanni

Camera, posti letto (14 – 21)

Delizioso agriturismo situato in zona panoramicadominante lo stretto di Messina. Dotato di ampio parcheggio privato, ameno e colorato giardino, grande piscina con angolo idromassaggio, ristorante…

2 Comentarios publicados

  1. Francesco Lovecchio
    Publicado 14 septiembre 2012 en 18:04

    Nel 1994 ho pubblicato un libro sui Giganti e ho inviato a diversi siti un sunto per spiegare la storia e l’ipotesi che ho avanzato dei Giganti. Ieri sulla Gazzetta del Sud un tale Pasquale Loiacono ha scritto un articolo estraponendolo quasi tutto da me senza neanche citarmi. Comunque invio anche a voi un piccolo sunto sperando che sia gradito. Saluti Francesco Lovecchio
    I Giganti e il Palio
    Durante le feste patronali vanno ballando per le vie della città di Palmi due enormi colossi di cartapesta per rappresentare e ricordare allegoricamente la conquista della libertà del popolo calabrese dai predoni Saraceni e Turchi. Il Gigante nero, chiamato Grifone, raffigura il truce Saraceno e, nelle sembianze di una bella e prosperosa popolana, Mata, la sua preda.
    Secondo la tradizione in essi si configurerebbero anche i mitici fondatori di Messina: Saturno Egizio e la moglie Rea o Cibele. A Saturno Egizio venne nel tempo aggiunto il nome di Zancle (Falce), per aver fondato la città siciliana in una insenatura di mare a forma di falce. Per tale motivo la Città, prima ancora che le fosse imposto l’odierno nome dal conquistatore Messena, venne per molti secoli chiamata Zancle in onore del suo mitologico fondatore.
    La più attendibile e fantastica storia sulla nascita dei Giganti è legata ad un fatto storico realmente accaduto nel 1190. In tale anno, Riccardo I Re d’Inghilterra, più comunemente noto col nome di Riccardo Cuor di Leone, giunse a Messina da dove doveva muovere la Terza Crociata indetta per liberare il Santo Sepolcro in Terrasanta. Durante la permanenza in città il Monarca si accorse che i Messinesi erano privi della libertà perché oppressi dai Greci Bizantini che si erano collocati nella fortezza di San Salvatore. Il Re d’Inghilterra, non volendo usare la forza per soggiogarli, pensò di dimostrare la sua potenza facendo costruire sul colle di Roccaguelfania, situato proprio di fronte alla fortezza, un munitissimo ed inespugnabile castello. Prima ancora che venisse ultimato il popolo lo adottò battezzandolo col nome di Matagriffon coniando Mata, da Macta (ammazza) e, Griffon da Grifones (ladro). I Greci-Bizantini dimostrarono di aver inteso il messaggio e così, abbandonata per sempre la città, i Messinesi riacquistarono la tanto sospirata libertà.
    Per festeggiare l’evento e tramandarlo alle future generazioni, il popolo portò in trionfo nelle piazze il castello di Matagriffon in cartapesta per poi sdoppiarlo nel nome e con le sembianze dei fondatori della città. In tal modo la colossale coppia divenne l’emblema della loro libertà e l’omaggio agli antichi fondatori. Ai due Colossi venne nel tempo accostato un finto cammello che veniva bruciato nelle piazze al termine delle feste di mezz’agosto per simboleggiare la sconfitta degli empi dominatori Saraceni scacciati nel 1060 dal Conte Ruggero il Normanno.
    I Giganti, quali simbolo di libertà, vennero ben presto adottati in molte città siciliane e da alcune della fascia costiera Tirrenica e Aspromontana della Calabria che, come Messina, avevano profondamente subito le devastazioni Saracene e Turche. Mentre nel tempo scomparvero a Reggio Calabria ed in altri centri, sopravvivono ancora oggi a Tropea, Spilinga, Dasà, Brognaturo, Seminara e Palmi.
    I Giganti che vengono fatti ballare nelle strade e piazze di Palmi da due robusti portatori camuffati sotto le variopinte vesti, sono stati costruiti circa un secolo fa da Virgilio Francesco Cicala mentre i due colossi presenti nel Museo sono stati ideati da Fortunato Messina.
    Durante il loro caratteristico ballo partecipa un finto cavallo montato da un portatore che, emergendo per metà dal dorso dell’animale, crea una mitica figura di novello centauro a due zampe. Il tutto avviene al ritmo cadenzato, frenetico ed assordante scandito da una fitta schiera di Tamburinari vestiti da Saraceni ed in un crescendo fragoroso propiziatorio e liberatorio che rapisce l’animo dello spettatore suscitando un appagamento interiore ed un senso di pace.
    I Giganti ed il Cavalluccio di Palmi durante l’esibizione sono preceduti da una lunga e pesante pertica di legno poggiata in una sacca di pelle assicurata ai fianchi di un portatore e sostenuta da una grossa corda. L’asta, detta Palio termina in cima in un globo terrestre sormontato da una piccola croce, ed in un drappo di seta color rosso-cremisi nei cui lati sono impressi lo stemma civico e il monogramma (M) della Madonna della Sacra Lettera. Il Palio viene fatto girare dal possente portatore nei crocevia, nelle piazze e davanti alle chiese per supplicare la protezione della Sacra Vergine.
    I Giganti rappresentano i progenitori del popolo Calabrese; un popolo forte, fiero, generoso ed orgoglioso delle sue tradizioni e della sua storia riccamente cosparsa di un glorioso passato sempre in lotta per la conquista della libertà.

    • Neva Martelanc url url'>Neva Martelanc
      Publicado 17 septiembre 2012 en 16:18

      Francesco, grazie per le informazioni dettagliate!

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