Adagiata su un crinale fra la valle del fiume Musone e del Potenza, Recanati è uno dei gioielli delle Marche, regione punto d’incontro di tutti i paesaggi, con la sua lunga costa, l’aspra montagna, le interminabili campagne e le sue colline. E di queste una su tutte è conoisciuta, l’ermo colle tanto caro a Leopardi.

Questo paesino dell’Appenino umbro marchigiano è infatti la patria di Giacomo Leopardi, autore geniale e saturnino che ha illuminato la letteratura con le sue opere e che nei suoi versi ha inserito la bella Recanati non meno che i suoi sentimenti e il suo male di vivere. Così visitare Recanati andando alla scoperta dei luoghi del poeta è sicuramente uno dei modi più insoliti ed emozionanti per conoscere questo luogo.

Nel rione di Monte Morello sorge la casa natale di Leopardi, dove si trova la grande biblioteca di famiglia, che il padre Monaldo nel 1812 aprì al pubblico e che custodisce ben 20.000 volumi oltre a svariati autografi del poeta. Dalle finestre del palazzo Giacomo osservava la piazzetta che ritroviamo nel Sabato del villaggio, alla quale il poeta dedicò una delle sue liriche più belle:

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, […]

Come Giacomo potrete giungere, passeggiando, all’ermo colle celebrato nell’Infinito e, “sedendo e mirando”, perdervi nell’immensità di un panorama mozzafiato che va dal monte fino al mare. Ma, si sa, le passeggiate e le riflessioni portano un certo languorino, quindi perchè non assaporare i piatti tipici della cucina marchigiana, in uno dei locali del centro o cenando la sera in uno degli agriturismi nei dintorni dove potrete anche comodamente pernottare?

Quella marchigiana è una cucina di sapori decisi in cui dominano i piatti di carne, come i succulenti involtini di maiale alla marchigiana o la porchetta, ma da non perdere è anche la zuppa di cicerchia. E, magari, all’ombra del campanile del Passero Solitario, potrete gustarvi uno dei piatti più tipici: le olive all’ascolana, preparate con le gigantesche olive della zona.

Lo stesso Leopardi e si inebriava dei sapori della cucina marchigiana (stilerà una lista di 49 tra i suoi cibi preferiti), dei suoi piatti di carne, delle sue minestre dense, e dei suoi dolci, che ogni giorno consumava in gran quantità. Un luogo come Recanati, cornucopia di storia, sapori, poesia e natura, merita davvero di essere conosciuto nelle sue vie più poetiche, nelle atmosfere senza tempo… come quelle, dolci e malinconiche, del Sabato del villaggio.

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